Con piacere ospito sul blog, questa settimana, Tommaso che ci racconta la sua esperienza sulla tecnica di corsa. Tommaso podista amatore, come me, grande appassionato di Mura di Lucca parkrun dove ha un personale di 19’49”

“Raccogliendo l’invito di Andrea a scrivere un articolo sul suo blog, vorrei sottoporre l’argomento della “Tecnica di corsa“.

Una buona tecnica di corsa aiuta a migliorare il rendimento in gara e, soprattutto, a ridurre i rischi di infortunio. Curare la tecnica di corsa consiste di fatto nell’adottare una postura adeguata e nell’eseguire correttamente tutti i movimenti legati alla corsa. 

Premetto che io non sono un esperto del settore e non ho nessuna qualifica. Tutto ciò che vado ad esporre non è frutto dunque di mie teorie, ma è una sintesi di mesi di ricerche svolte su siti internet specializzati. Sinteticamente:

– L’appoggio: va fatto di avampiede e non di tallone. Per permettere un adeguato ammortizzamento, il piede deve toccare terra con la parte anteriore ed un istante dopo scaricare il peso sul tallone. 

– La spinta: una volta che il tallone ha toccato il suolo, la spinta non è delegata solamente al polpaccio, ma deve coinvolgere l’intera gamba, a partire dal gluteo. 

– La postura: nell’istante in cui il piede tocca terra, caviglia-bacino-spalle devono essere allineati lungo una linea verticale, ortogonale al terreno. Nel dettaglio: 1) Quanto sopra implica che il piede non deve andare in appoggio anteriormente, ovvero “davanti” a noi (come quando si cammina), ma esattamente “sotto” di noi. 2) Il bacino, in particolare quando subentra la stanchezza, tende ad abbassarsi, portandoci a correre “seduti”. E’ essenziale contrarre gli addominali per mantenere il bacino allineato. 3) Anche il busto deve mantenersi verticale (senza essere inclinato nè all’indietro, nè in avanti) e deve essere rilassato, dato che non partecipa attivamente all’azione della corsa. 4) Le braccia, il cui movimento alternato equilibria il moto delle gambe, devono restare vicine al busto (evitando perciò di allargare inutilmente i gomiti).

– La respirazione: su questo fronte gli esperti si dividono. C’è chi dice che si dovrebbe respirare solo con il naso, altri indicano che sia corretto usare bocca e naso simultaneamente. Alcuni poi sostengono che deve essere sincronizzata ai passi, per altri deve essere “libera”… Su un aspetto tuttavia concordano tutti: la respirazione più vantaggiosa è quella diaframmatica (o addominale). Si tratta infatti di una respirazione “profonda”, che ci consente di incamerare nei polmoni più aria possibile nell’unità di tempo.

Fatta salva la necessità per un runner di allenarsi con costanza ed assiduità, sottoporsi a sessioni di allenamento estenuanti senza tenere conto di una corretta tecnica di corsa equivale, se vogliamo fare un paragone, ad un ciclista che macina centinaia di Km durante la settimana e poi si presenta in gara con la sella regolata male e i freni che strusciano sui cerchioni.

E’ solamente un anno che corro in maniera un minimo più regolare e metodica e da quando ho iniziato ad applicare i principi di cui sopra e a tenerli in mente durante le gare e gli allenamenti, ho riscontrato significativi progressi.

Per chi volesse approfondire, consiglio ovviamente di fare delle ricerche su internet, dove questi concetti si possono trovare spiegati molto più dettagliatamente ed illustrati con immagini e video esplicativi.”

Tommaso

A voi lettori commenti, suggerimenti e la descrizione della vostra esperienza

Buona lettura !
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